Fillide: amore in metamorfosi
La selvaggia bellezza del territorio naturale che crea il Parco Dei Monti Sibillini
è stata il palcoscenico ideale, nell'arco di oltre due millenni, per la
nascita di
miti, leggende, epopee, ancora molto vivi nella tradizione e
nella
cultura odierna.
Disegno dal 'Paradis de la Reine Sybille' - Antoine de la Sale - 1420
Una di tali leggende narra che il nome "Amandola" deriva da un mandorlo che
si trovava sul colle più alto del borgo. Quel mandorlo altro non era che la
principessa Fillide che, disperata per il perduto amore, arrivò a
soggiornare nel borgo e qui morendo fu mutata in mandorlo da Minerva.
Edward Burne-Jones - Fillide e Demofoonte - 1870
Il
mito di Fillide e la sua metamorfosi è ricco di significati che
gli stessi greci attinsero da miti orientali e riti paleolitici riguardanti la
fertilità femminile e terrestre delle
veneri preistoriche,
legate a sua volta alla figura della
dea mater. Ovidio e Callimaco
ritrascrissero il mito in una chiave di lettura più vicina alla
sensibilità latina.
La pianta del mandorlo, audace per la candida fioritura di delicati petali nel
pieno dei rigori invernali, è annuncio della vita primaverile che sta
già germogliando, così come la mandorla rappresenta il frutto ricco e
nutriente per eccellenza, ingrediente base della cultura gastronomica orientale e
mediterranea.
"... altro non era che la principessa Fillide..."
La metamorfosi di Fillide è quindi la rinascita ad una nuova vita
grazie soprattutto al ritrovato Demofoonte. L'amore capace di compiere potenti,
fertili metamorfosi nella vita di ognuno... è da questo assioma
mitico che i giovani artisti si dovranno ispirare per creare opere
contemporanee, confermando una volta ancora il senso universale dell'Arte.
©
Web design: Pablo Quartagno - Nico Smeenk - 2010
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